Wu Ming Contingent – Schegge di Shrapnel / Recensione

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WUMINGcoverIl nuovo lavoro del Wu Ming Contingent si affianca all’uscita del libro “l’invisibile ovunque” nella sua non-celebrazione della Prima Guerra Mondiale. L’urgenza (post)punk ed il pulsare frenetico che caratterizzavano il sound di “Bioscop” evolvono in una dimensione più profonda e riflessiva; l’ingresso del sintetizzatore sancisce questa svolta “wave”. Le “schegge” del disco sono nove brani pronti a deflagrare e a conficcarsi nelle orecchie e nella carne dell’ascoltatore: atmosfere cupe su cui appaiono i fantasmi di disertori, soldati ammattiti e poeti di guerra che gridano ancora il loro disprezzo contro l’inutile strage. La dura accusa di Yvan Goll risuona con la voce di Wu Ming 2 nel brano “l’invisibile ovunque” mentre tutto intorno i synth disegnano traiettorie sonore inquiete. Il basso di Yu Guerra e il drumming secco di Cesare Ferioli organizzano la struttura di “La tregua di Natale” completata dal riff minimale di Riccardo Pedrini in un brano che guarda dichiaratamente verso Manchester: nel testo affiora il ricordo dei “cessate il fuoco dal basso” che migliaia di soldati (aut)organizzarono durante il giorno di Natale. Le sfumature elettroniche di “Tintura di Shrapnel” evocano i Kraftwerk e vi si raccontano stratagemmi ingegnosi per fuggire dalla guerra. Nell’incedere di “Macché licenza” si annidano le parole del contadino strappato alla sua terra per andare a combattere e del giovane soldato che spera inutilmente in una licenza per il suo gesto ardito. “Maquillage” trasforma la guerra in qualcosa di surreale che va oltre la razionalità con i synth grevi che avvolgono le note di chitarra su cui si muove un soldato impazzito che dirige le granate con le dita. Wu Ming 2 interpreta con forza le parole di Wilfred Owen nel crescendo di “Dulce et decorum est” in cui si narra di un violento attacco coi gas e che fa a pezzi le bugie della retorica patriottarda che invita a “morire per la patria”. Le sfuriate di “Il reumatismo del tenente” e ancora di più in “Non ho altro da dire” chiudono l’album e si ricollegano idealmente alle sonorità di “Bioscop”.

( Qui l’intervista a Wu Ming 2)

Ascolta “La tregua di Natale”

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